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18/11/2009

Il Partito del Sud presenta la propria lista alle elezioni regionali in Campania!

logo pdSUD - ok.PNGDomenica 16/11 a Napoli è stato costituito, in vista delle Elezioni Regionali del 2010, il Comitato Elettorale Campano del Partito del Sud composto da:
Andrea Balia, Massimo Calabrese, Pompeo De Chiara e Carmine Iannaccone.
Avrà sedi sia a Napoli che a Caserta ed a breve ci saranno nuovi ingressi che rinforzeranno la squadra che, come gli amici del suddetto Comitato, confluiranno nel Partito del Sud.

L'obiettivo è molto sfidante ed è quello di organizzare una lista completamente autonoma del Partito del Sud per le prossime elezioni regionali in Campania, nonchè per le Provinciali a Caserta.

Il Partito del Sud presenterà
propri candidati in tutte le province campane.

Tutte le sezione del Partito del Sud sosterranno lo sforzo dei nostri eroici compatrioti. Siamo certi che anche tutti gli amici meridionalisti identitari ci saranno al fianco in questa grossa sfida al sistema partitocratico italiano di destra, sinistra e centro....non ci sono più scuse, il Partito del Sud c'è!

In particolare ci auguriamo che i movimenti che hanno sottoscritto, meno di un mese fa, a Gaeta il documento finale del convegno saranno al nostro fianco, ora che tutte le condizioni richieste sono state soddisfatte, rigettando il tentativo di rompere il fronte meridionalista identitario posto in essere dall'avanzata di forze politiche che vogliono , cavalcando senza pudore le nostre parole d'ordine, tentare pericolose operazioni trasformistiche, sulla falsariga di quanto è già accaduto in questi ultimi anni in Sicilia, in un'operazione gattopardesca che rigetterebbe indietro di anni il nostro lavoro e che dobbiamo assolutamente sconfiggere per il bene del nostro popolo.

Importanti forze dell'imprenditoria campana, che hanno aderito alla nostra causa, sosterranno il nostro sforzo.

Nei prossimi giorni comunicheremo i riferimenti dei Comitati Elettorali a cui tutti i compatrioti interessati potranno far pervenire la propria fattiva adesione.

Non è più il tempo delle parole ma dell'azione, ogni tentennamento è codardia, ogni ripensamento è tradimento!

Per il riscatto delle nostre terre , per ritrovare il nostro orgoglio, per riaffermare la nostra dignità.


Antonio Ciano

15/11/2009

Caserta, alla Reggia tornano i fasti di Ferdinando e Carolina

Caserta, alla Reggia tornano i fasti di Ferdinando e Carolina

Esultano i Neoborbonici: E ora in tutti gli Stati delle Due Sicilie

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Roma, 13 nov (Velino) - Non sarà proprio come a fine Settecento, quando la corte del regno di Napoli poteva vantare una sede di rappresentanza in grado di eguagliare per bellezza il palazzo reale di Versailles, ma lo sfarzo e la regalità dell’evento promettono di ricordare da vicino i tempi delle Due Sicilie. Sabato 28 a Caserta tornano i fasti dei Borbone, dal Gran ballo alla sfilata in costume dei reparti militari per le vie del centro cittadino. Mostre, musiche e vestiti d’epoca (fra cui uno originale, appartenuto a Maria Carolina in persona) per promuovere la reggia vanvitelliana. Un’operazione di rilancio internazionale in grande stile che contempla anche l’artigianato e l’enogastronomia, organizzata dall’ente per il turismo (Ept) della Provincia di Caserta e finanziata - con circa 400 mila euro, a quanto apprende il VELINO - dalla Regione Campania. Una ricostruzione imponente, che avrà come madrina d’eccezione Maria Grazia Cucinotta e che solo al Gran ballo vedrà la partecipazione di 230 ballerini e 100 figuranti tra dame, nobili, musici e soldati. Ma accanto all’aspetto storico, ci sarà spazio anche per chi nella manifestazione non vede una semplice rievocazione ma, addirittura, un’indicazione per il futuro: il movimento Neoborbonico, alla quale l’Ept ha affidato la parte “militare” dell’evento.


Manipoli di fedelissimi di Franceschiello e del re “Nasone” Ferdinando, che con le divise dei reggimenti d’epoca quasi un secolo e mezzo dopo la sconfitta coi piemontesi riprenderanno possesso della Reggia, mettendosi a guardia dell’ingresso e dell’androne per accogliere con i dovuti onori gli invitati. “Sono piccoli gesti, con cui però può cambiare la storia. Adesso puntiamo a realizzare iniziative simili anche negli altri siti del Regno delle Due Sicilie”, afferma al VELINO il segretario del movimento, Salvatore Lanza. “Era il nostro sogno poter rimettere piede nel Palazzo reale, sparare una salve di cannone al grido di ‘Viva ‘o rre’ o metterci sull’attenti al suono dell’inno nazionale di Paisiello - aggiunge il ‘capitano’ Alessandro Romano, che guiderà due reparti militari per il centro cittadino -. Lo Stato italiano ci considera ospiti, ma saremo noi a fare i padroni di casa, tanto che vorremmo istituzionalizzare cambio della guardia per renderlo un appuntamento abituale”.


Tanta è la fede nella missione di dover riportare riportare in auge la bandiera coi gigli d'oro, che Romano - pronipote diretto di un sergente che dopo l’Unità si fece brigante e nella vita di tutti i giorni funzionario della Protezione civile - ha ottenuto perfino la concessione del titolo onorifico di “capitano nello spirito dell’esercito delle Due Sicilie”. A insignirlo a Civitella del Tronto, una delle ultime fortezze borboniche a cadere nel 1861, fu nel ’98 la principessa Urraca di Borbone, una delle ultime discendenti della famiglia reale. Investitura classica, con tanto di posizione genuflessa e sciabola sulla spalla. Un titolo onorifico che da allora Romano porta sempre con sé, indifferente all’anacronismo e perfino alla residenza “oltreconfine” a Latina, in pieno Stato pontificio. Ai suoi ordini ci saranno i 32 soldati del Reggimento Lucania, provenienti da Potenza e 13 siciliani della Real Marina, il tutto sotto la supervisione del Generale Antonio Pagano (Generale sul serio non virtuale). E poco importa che a Caltanissetta, da dove vengono i neoborbonici di Trinacria, il mare non ci sia.

 

SE IL CIPE FAVORISCE, PER I FINANZIAMENTI, IL SETTENTRIONE D'ITALIA ....

In questi giorni, il Meridionalista d'assalto, Generale Antonio PAGANO, Direttore del periodico DUE SICILIE, ha giustamente denunziato, - anche su Internet, - che .... " Il CIPE, soltanto in una riunione, ha assegnato, a tutto il Mezzogiorno, ponte sullo Stretto compreso, circa 1 MILIARDO e 900 MILIONI di euro. Dall'Aquila in su, con un concentramento tra il Comasco, il Varesotto e la Brianza, ha assegnato finanziamenti, nella stessa unica seduta, pari a circa

6 MILIARDI e 470 MILIONI".

Lo stesso PAGANO conclude con una domanda, retorica ed amarissima nello stesso tempo: " Eppure dobbiamo riflettere e chiederci di chi è la colpa di questa disparità di trattamento. Di chi è la responsabilità: del Nord, che progetta il completamento, in modo avveniristico, delle sue infrastrutture, oppure di questo Sud, fatto di poche eccellenze e di un mare di approssimazioni e cialtronerie, dove le infrastrutture, quando ci saranno, saranno già "superate"?!
A questo interrogativo, a giudizio dell'FNS, si deve dare seguito (soprattutto perchè la risposta è già contenuta nella domanda del Generale PAGANO) ribadendo che le responsabilità sono di entrambi (Nord e Sud).
Maggiori, - com'è risaputo, - sono le responsabilità del Sud.E cioè della classe politica meridionale e di quella siciliana, troppo spesso INADEGUATE, CORROTTE e che .... rimangono ASCARE, culturalmente e politicamente asservite e subordinate agli interessi del Settentrione d'Italia (PADANIA compresa). E che, - per motivi abietti ed inconfessabili, - lavorano, nella quasi totalità,contro ogni "IPOTESI" di rinascita e di riscossa, rispettivamente del Popolo del Sud e del Popolo sella Sicilia.O,meglio, della Nazione Napoletana e della Nazione Siciliana.
Non ci possiamo neppure illudere che i tanti Movimenti meridionalisti e/o pseudo-meridionalisti, sicilianisti e/o pseudo-sicilianisti, che in questi ultimi anni, peraltro, sono sorti come funghi, vogliano e possano risolvere i nostri tanti altri problemi. I suddetti Movimenti, infatti, a prescindere dalle dichiarazioni ufficiali, non hanno compiuto, essi stessi al loro interno e a loro volta, quella rivoluzione culturale e quella rivoluzione "indipendentista" (indipendenza = non dipendenza e consapevolezza della propria identità nazionale), senza le quali si rimane accattoni e .... "complici", o addirittura servi, dell'IMPERIALISMO INTERNO delle Regioni del Nord (su quelle del Mezzogiorno e della Sicilia) inaugurato nel 1860, a seguito della "CONQUISTA" anglo-piemontese-garibaldina.
Ci siano consentite due domande. Perchè tanti Movimenti meridionalisti? Risposta: per non fare alcun vero Meridionalismo. Perchè tanti Movimenti sicilianisti? Risposta: per non fare alcun vero Sicilianismo.
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Anzi: tanti pseudo-meridionalisti e tanti pseudo-sicilianisti sono utili a soffocare meglio le voci più autentiche del vero Meridionalismo e del vero Sicilianismo. E per esserne ALTERNATIVI.
V E R G O G N A !
Se, all'interno del FENOMENO in questione esistessero delle "ECCEZIONI" (sarebbe veramente triste se non ve ne fossero!), queste dovrebbero venir fuori, finendola di "nicchiare". Ognuno deve, infatti, prendere con coraggio le proprie decisioni,senza equivoci, senza troppi "opportunismi", con lealtà e con chiarezza. Diversamente, consigliamo alle "ECCEZIONI" di rientrare nella NORMALITA' e di restarvi. Il SUD e la SICILIA,che vogliono risorgere, lo faranno anche senza di loro.
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Per concludere e certi di avere, anche in queste ultime prese di posizione, unicità di vedute con Antonio PAGANO, ribadiamo che il Popolo Siciliano non vuole il PONTE IMBUTO sullo Stretto di Messina. La stragrande maggioranza dei Siciliani considera anzi ILLEGALE ed ILLEGITTIMO tutto ciò che si sta facendo e ciò che si sta preparando in prospettiva (soprattutto la distruzione dei valori dell'INSULARITA' SICILIANA e la DISGREGAZIONE del territorio siciliano).
Non si è, infatti, svolto alcun REFERENDUM e non pare che sia stato redatto ed approvato lo specifico progetto ESECUTIVO, che dovrà tenere conto delle analisi, dei rilievi e delle critiche più attuali. Sempre che le correzioni possano essere possibili e che non si debba, invece, VIETARE la costruzione del Ponte stesso.
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L'FNS coglie, altresì, l'occasione per rinnovare la propria solidarietà e gli auguri di rapida rinascita alle popolazioni dell'Abruzzo, colpite da uno di quegli eventi sismici così frequenti nel SUD (area dello STRETTO compresa).E per i quali ci dobbiamo meglio attrezzare, soprattutto in materia di prevenzione.
Palermu, 12 Nuvimmiri 2009
GIUSEPPE SCIANO'
Segretario FNS
Si ringrazia per la cortese attenzione.
L'Addetto alla Comunicazione e alle P.R.
(Giovanni Basile)