13/01/2012
L’italia: lo stato della vergogna!
Si è arrivati ormai al punto di non ritorno, si è toccati il fondo, lo stato italiano ha buttato la maschera e si è mostrato per quello che è, un organizzazione malavitosa al di sopra della legge. VERGOGNA!
Le ultime notizie sono state sconcertanti , infatti in pochissimo tempo la Corte Costituzionale ha negato due referendum popolari e nello stesso tempo l’organo legislativo italiano, che dovrebbe essere al servizio del popolo, ha negato la possibile colpevolezza di un suo membro chiaramente colluso con la camorra. VERGOGNA!
Questo modo di fare è assolutamente ASSURDO e INAUDITO per uno stato che si rispetti e che deve garantire la democrazia ed essere esempio di giustizia e di libertà di espressione popolare.
Il Creatore stesso facendo la legge per gli uomini si sottomise Lui stesso a tale legge per non essere bollato come despota oppressivo, ma lo stato italiano si è posizionato al di sopra della legge negando la parola al popolo e sottraendo i suoi adepti alla mannaia della giustizia, inequivocabilmente si è permesso di sedersi sul trono di Dio dichiarandosi lui stesso un dio. VERGOGNA!
Lo schifoso parlamento italiano liberando un criminale si è definito esso stesso un organo criminale, sentenziando la sua stessa fine. Si, perché i criminali devono essere sottoposti alla giustizia popolare e il popolo non mancherà al suo ruolo di giudice e di giustiziere. Si è in effetti firmato la fine dello stato italiano.
Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, dopo tanti raggiri politici che i cittadini hanno dovuto subire e agli scandali di vario tipo che negli anni hanno visto travolgere tutte le parti dello stato italiano, è venuto il momento della resa dei conti e del giudizio popolare: CRIMINALI! VERGOGNA!
Spero che l’agitazione popolare vi arrivi dietro al collo come una mannaia!
Antonio Iannaccone
“…Noi riteniamo che sono per sé stessi evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati uguali, che essi sono stati dotati dal creatore di certi inalienabili diritti, che tra questi vi sono la vita, la libertà e la ricerca della felicità. Che per garantire questi diritti sono creati tra gli uomini i governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati. Che ogni qual volta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla e di abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzare i poteri nella forma che gli sembri più idoneo al raggiungimento della sua sicurezza e felicità. La prudenza, tuttavia, consiglierà che i governi di antica data non siano cambiati per ragioni futili e peregrine; e conformemente a ciò l'esperienza ha dimostrato che gli uomini sono maggiormente disposti a sopportare, finché i mali siano sopportabili, che a farsi giustizia essi stessi abolendo quelle forme di governo cui sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e di malversazioni, invariabilmente diretti allo stesso oggetto, svela il disegno di ridurre gli uomini all'assolutismo, allora è loro diritto, è loro dovere rovesciare un siffatto governo e provvedere nuove garanzie per l'avvenire. …”
(Dichiarazione d’Indipendenza americana - 4 luglio 1776)
09:31
Scritto da: tonyan1
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19/12/2011
CARTOLINA DALLA NAPOLITANIA
22:12
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11/12/2011
Non c’è liberazione se non la si guadagna
Abbiamo assistito a uno spettacolo senza precedenti: sono arrivati al potere, con una velocità sbalorditiva, gli esponenti dei proprietari del mondocon l’attiva complicità dei nostri corrotti rappresentanti politici che, da perfetti camerieri delle banche, hanno stravolto la Costituzione per permettere l’insediamento di personaggi non eletti da noi.
Questi proprietari del mondo, i banchieri globali, mediante questi loro camerieri, stanno organizzando la nostra società in modo opposto a quella di prima. Dalla società dell’abbondanza ci stanno portando ad una società da macellare, come si fa con una mandria.
La località da dove inviano i loro ordini è a Wall Street, New York, Stati Uniti d’America, sede della Finanza Mondiale. Questi proprietari del mondo, essendo in realtà falliti a causa dei propri sbagli, hanno deciso di far pagare a noi, a tutta l’Europa, ogni costo di questo fallimento indirizzando ogni loro azione a liquidare l’euro (che minaccia la supremazia del dollaro) e con esso l’Europa.
Questa aggressione ci porterà, senza via di scampo, con l’imposizione illegittima di misure di austerità e rigore a una disastrosa recessione senza precedenti nella storia.
Dobbiamo cominciare a difenderci. Soprattutto noi della Napolitania perché siamo la parte più debole di questo circo che è l’Italia. Tanto per farvi comprendere il baratro in cui ci stanno scaraventando basta considerare il solo fatto che in tutta Napolitania, composta di circa 20 milioni di abitanti, oggi l’occupazione nelle grandi e medie industrie è pari a quella della sola Brescia: 40 mila lavoratori. Come potremmo in futuro sostenere il nostro vivere quotidiano già così difficile oggi? Per di più si stanno attuando misure che tendono a drenare risorse destinate alla Napolitania per utilizzarle nelle aree industriali del Nord. Basta considerare la definitiva perdita di numerosi miliardi di euro dei fondi comunitari per il Sud Italia.
Il nuovo ministro Passera ha, infatti, testualmente detto: che èdifficile che riusciremo a salvarli tutti sottolineando che al momento "il Governo ha messo dei soldi per cofinanziamento delle risorse europee che stanno per essere perdute, al fine di raccattare tutto quello che è recuperabile, gestirlo centralmente, e concentrarsi su ferrovie, digital divide e scuola". Inoltre insieme al ministro Fabrizio Barca rivela candidamente di un accordo con le Regioni sul progetto Eurosud: "se riusciamo a trovare un accordo, alcuni miliardi di euro che andrebbero inesorabilmente persi li andiamo a recuperare. E con questa affermazione già hanno iniziato a togliere collegamenti ferroviari nella Napolitania e nessuno nel Nord. Ecco cosa intendono per recupero.
Noi napolitani dobbiamo reagire attivamente. Non dobbiamo essere una mandria di pecoroni. Purtroppo, tra i tanti problemi, uno dei problemi più importanti è proprio questo: ci sono numerosi pecoroni tra noi che non solo non capiscono la gravità degli avvenimenti, ma cercano di contrastare quelli che tentano di costruire qualcosa per salvare la nostra gente e la nostra Patria napolitana.
A costoro è necessario innanzitutto far comprendere che non vi sono alternative alla nostra salvezza che quella di tornare ad essere indipendenti da questa Italia che da 150 anni ha ridotto la nostra Terra ad una colonia, trascinandoci in numerose guerre ed altre devastanti situazioni come questa attuale. Non ci resta che staccarci da questa per noi deleteria amministrazione statale e farne una nostra e sovrana.
Ed è soprattutto necessario far comprendere che raggiungere questo obiettivo, quello cioè dell’indipendenza, è PERFETTAMENTE LEGALE ed è RICONOSCIUTO DALL’ITALIA per effetto della legge 25 ottobre 1977, n. 881 - Pubblicata nel Suppl. ord. alla G.U. 7 dicembre 1977, n. 333 e che riguarda il diritto all’indipendenza di un Popolo (Articolo 1 : Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale.); e per effetto della legge 24 febbraio 2006, n.85, (GU n. 60 del 13-3-2006), che affermache perseguire pacificamente l’indipendenza non è catalogato come reato, ma è compatibile con i valori indicati dalla Costituzione Italiana.
Non ci sono dunque pretesti per non puntare all’obiettivo di ritornare ad essere indipendenti perchéè un nostro diritto prima che un nostro dovere. Ognuno di noi deve fare la sua parte perché non c’è liberazione se non la si guadagna.
Antonio Pagano
16:19
Scritto da: tonyan1
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