Perchè ci vuole un’azione napolitana

La controffensiva napolitana

In questa situazione politica e storica in cui ci troviamo può farsi spazio una nuova idea popolare come quella dell’Indipendenza di Napoli e della Napolitania? Con una situazione come questa che stiamo vivendo è ovvio che per noi mortali che crediamo nella Napolitania, sembra impossibile spuntarla in questo muro impenetrabile di rete politico-massonica. A questo punto, scartando la prima ipotesi che senza l’appoggio massonico il nostro sogno non è realizzabile, vogliamo optare senza indugio per la seconda ipotesi di picconare il muro per farci breccia e conquistarci quel posto che ci spetta. Ma ahimé, il muro è duro e noi stiamo a picconare con scalpellini e cacciaviti.

Mi spiego: tutti questi movimenti e partiti che stanno proliferando al grido di autonomia, indipendenza, libertà del SUD, inneggiando a Tizio o a Caio, per carità si rispettino appieno le loro idee e prese di coscienza, ma è l’unione che fa la forza e non la frammentazione di un ideale, altrimenti il popolo non capisce da che parte stare e può prenderla come una burla o un accaparramento di poltrone. Gesù Cristo che la sapeva lunga su noi umili esseri umani, disse nel Vangelo di Marco 3:24 che ‘un regno diviso in parti contrarie non può durare’, quindi è destinato a scomparire, e la storia ci ha tramandato questo insegnamento, vedi la Grecia antica con le proprie Polis, la fine dell’Impero Romano dopo la suddivisione territoriale, e quel che più ci interessa da vicino la resistenza all’invasione piemontese del Regno delle Due Sicilie, formata da bande di partigiani che però combattevano per proprio conto, tranne alcune sporadiche volte. In quella occasione i nostri avi non capirono che non era come contro i francesi 50 anni prima, quando comunque combatterono uniti in una marcia su Napoli agli ordini del Cardinale Ruffo, ma adesso avevano a che fare con la più potente massoneria contro la quale si schierarono divisi e quindi deboli e prevedibili.

Oggi, a distanza di un secolo e mezzo, ci accingiamo a combattere politicamente di nuovo quella guerra di liberazione, e pur sapendo chi abbiamo di fronte, rifacciamo gli stessi errori ripercorrendo le stesse tappe, anche se alcune importanti, comunque di significato limitato ad un piccolo territorio, come fu allora la conquista di Melfi si può oggi paragonare la conquista politica di Gaeta.

Ci vogliamo fermare qui?

Vogliamo veramente riconquistare la nostra terra?  Chi vuole davvero il bene della Napolitania non deve fare altro che diventare parte integrante di una nuova azione compatta in cui tutti i cittadini che si sentono Napolitani possano identificarsi con orgoglio; è tempo di agire e di unirci in un’unica forza politica; si formi un direttorio che abbia un indirizzo prioritario sull’Indipendenza; via i vari simboli e diciture; io proporrei come soggetto politico l’“Azione Napolitana”, e che adotti il simbolo del Giglio da poter un giorno incastonare nella futura bandiera Napolitana, tra le bande di colore bianco, rosso e giallo; il Bianco sta per il colore Monarchico dei Borbone che ha contraddistinto la classica Bandiera delle Due Sicilie, il Rosso e il Giallo, di derivazione Spagnola e prettamente radicata nel casato Borbonico, sono presenti in molti simboli e gonfaloni di regioni, province e comuni e quindi di facile riconoscimento.

Signori, è tempo di unirci, è tempo d’insorgenza. E’ tempo d’Indipendenza. Picconiamo il grande muro tutti insieme contemporaneamente con il grande piccone dell’ “Azione Napolitana”.

Antonio Iannaccone

Perchè ci vuole un’azione napolitanaultima modifica: 2008-05-12T15:21:15+02:00da tonyan1
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7 pensieri su “Perchè ci vuole un’azione napolitana

  1. Mi sà che qualcosa di quello che dici si stà avverando perchè tutti i movimenti meridionalisti si stanno unendo in un unico partito(almeno da quello che raccolgo girando per internet) . speriamo che si picconi bene ne abbiamo bisogno .
    ciao

  2. ciao da max mi fa molto piacere sentire parlare di questi argomenti sul popolo meridionale , ma il problema è che ne parliamo solo noi emmigranti di far smuovere qualcosa x il meridione , perche x i meridionali che stanno giu le cose stanno bene cosi ??? ciao

  3. chi,e’ cchiu’ napulitane e chille ca’ sta fora a terra sojia,e chiagne pe’ nu destin ‘nfame che l’ha purtato assajie luntano sentendosi diverso,pecche’ te fanno senti’ diverso,nu’ italiano e serie B ,certi napulitan ca’ stanno ancora a napule,criticano a chi e emigrato,ed e’ a cosa cchiu’ sbagliat,pecche’ nujie napule a sentimme cchiu’e ll’ate pecche’ ne’ sentimme a’ mancanza,jiammo in crisi di astinenza,nun c’e’ scurdamme ca’avimme perz a terra nostra pecche’ c’avimma fatte curromper,dalle loro idee e dai loro soldi,garibaldi era un massone c’avuto i soldi di mezza eropa pe’ ce’ fottere e’ nujie l’avimma aiutate.Nun simm riuscit a essere nu’ popolo contro a garibaldi,santo iddio e cu’ tutto chello c’avimme patito quanno……ce scetammo o’ vulimm capi’ ca cuntinuano a fotterci,tutte e’ partiti senza distinzioni,chist nun ce’ penzene proprio’ facimme a vvede ca’ ce penzamm nujie a nujie,simme tanti int’a tutto munno, loro no sono solo al nord.

  4. si tinemme contro tutt cose, i massoni, la fininanza,la politica,l’europa, e forse pure l’america,ma chist e’ o’ mument,garibaldi c’e’ riuscit cu quatte cane scurticat e nujie nu’ popolo accussi’ gruoss.Gli ebrei con un atto veloce hanno riottenuto israele dopo la seconda guerra mondiale,e nujie doppo dojie guerre fatte c’avimma ottenuto,sono quasi sicuro che l’altra meta’ d’o’ popolo napulitane che sta’ in america forse ce potarria sustene’,nun simme ricch comm l’ebrei ma siamo di sicuro molto piu’ numerosi, perche’ si arriva il cosidetto nuovo ordine mondiale di cui ho ha parlato o’president napolitano simm fregati pe’ chissa quant tiemp ancora

  5. forse è il caso di finirla con questi gigli borbonici. l’identità del Meridione esiste anche senza i Borboni. io mi identifico come napolitano, ma non come borbonico né come neoborbonico. non capisco perché questa necessità da parte di molti movimenti e partiti meridionalisti a volere il giglio, e nessuno che proponga d’ispirarsi alla bandiera della Repubblica partenopea, uno dei pochi momenti di vera libertà della storia della nostra Nazione.

  6. SONO DI GENOA SIAMO STATI I PRIMI CONQUISTATI DAI SAVOIA COL BENESTARE DEGLI INGLESI SOLO PERCHE’ ERAVAMO UNA REPUBBLICA MA DEI RICCHI. VI RICORDO CHE IL GENERALE LAMARMORA FECE SPARARE AI RIVOLTOSI.
    PER IL BENE DEGL’ITALIANI CI VOLEVA UNA ITALIA FEDERALE.

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