Riprendiamoci Napoli

ABBIAMO RIPETUTAMENTE FATTO SOSPENDERE IL CONSIGLIO COMUNALE CON I NOSTRI “BASTA”,”VERGOGNA”,”ANDATE A CASA”. ABBIAMO RIBADITO CON CHIAREZZA LA NOSTRA POSIZIONE
tapiri2.jpg(NELLA FOTO ANGELO PISANI, DI NOI CONSUMATORI, CHE CONSEGNA I TAPIRI)

ANCHE OGGI NAPOLIPUNTOACAPO, INSIEME AD ALTRE ASSOCIAZIONI, HA ORGANIZZATO E PARTECIPATO ALL’INIZIATIVA PER CHIEDERE LE DIMISSIONI DEL SINDACO,DELLA GIUNTA, E DEI CONSIGLIERI DEL PdL.

ABBIAMO MANIFESTATO SIA IN STRADA SIA ENTRANDO IN CONSIGLIO COMUNALE DOVE PIU’ VOLTE ABBIAMO CON DETERMINAZIONE FATTO SENTIRE LA NOSTRA VOCE.

LA NOSTRA POSIZONE E’ ESPRESSA CHIARAMENTE NEL COMUNICATO CHE ABIAMO CONSEGNATO E CHE DI SEGUITO RIPORTIAMO:

Manifestazione di protesta della società civile napoletana del 19 gennaio 2008
“Napoletani, riprendiamoci la città: E’ ora di dire basta”

Le 5 associazioni promotrici della manifestazione di stamattina (Campania Sanità, Chiaia per Napoli-Movimento Società Civile, Napoli Punto a Capo, Noi Consumatori, Valori Collinari), esprimono le motivazioni di questa ennesima iniziativa finalizzata a chiedere le dimissioni del Sindaco Iervolino, della Giunta comunale, dei consiglieri comunali del PdL e del Presidente della Regione Campania Bassolino in quanto riferimento del sistema di potere campano di cui il Comune è un’importante pedina.

1. Le 5 associazioni ribadiscono di rappresentare quei cittadini che non hanno MAI accettato questo sistema istituzionale locale avendone motivato le ragioni fin da quando era scomodo criticare i vertici istituzionali Campani.
La nostra voce è stata SEMPRE chiara e accompagnata da proposte, partecipazioni e proteste a partire dal 2006 quando per la prima volta fu evidenziato che per il necessario cambiamento, indispensabile al rilancio di città e regione, era fondamentale la pre-condizione delle dimissioni delle istituzioni locali.
Purtroppo questa voce invece di trovare un amplificatore nei principali media locali, ha trovato un muro comunicativo al punto di far giudicare, dai principali giornalisti nazionali e dalla stragrande maggioranza degli italiani, “ silenziosa e passiva “ la società civile napoletana.
Questa chiusura dei principali “media locali”, soprattutto negli anni precedenti, ha inoltre ostacolato la possibilità di coinvolgere altri cittadini a un impegno civico fondamentale per uscire dalla situazione in cui ci troviamo.

2. Le 5 associazioni civiche rivendicano una continua azione di “protesta costruttiva” che le ha viste numerose volte scendere in piazza con i cittadini per chiedere le dimissioni delle istituzioni locali; se ne ricordano in ordine cronologico le più significative:
“Basta”: iniziativa del luglio 2007
“Catena umana alla Regione” : settembre 2007
“Corteo di chiaia” : novembre 2007
“Corteo associazioni-sindacato”: febbraio 2008
“No alla supergiunta”:novembre 2008
“Non siamo il vostro laboratorio”: dicembre 2008

3. Le 5 associazioni civiche rivendicano, parallelamente all’azione di protesta, una continua azione di proposta che ha trovato un muro nelle amministrazioni comunale e regionale, sorde a ogni richiesta di confronto metodologico e quindi alla partecipazione propositiva del cittadini nelle scelte politico-amministrative della città. Le tante proposte presentate sono state difatti sistematicamente ignorate.

4. Siamo indignati dal fallimento politico, economico, sociale della nostra città ma soprattutto del fallimento etico, devastante in una città dove l’esempio e la credibilità delle istituzioni dovrebbero essere un punto fermo per la grande sfida sulla legalità.

5. Siamo indignati ancor più per quanto sta accadendo nelle ultime settimane in cui è evidente la finalità personale di chi ci rappresenta che considerando Napoli come il laboratorio della loro politica malata, si interessa unicamente di rimanere al potere per poter pianificare i propri affari e il proprio futuro, calpestando i cittadini napoletani.

6. Le 5 associazioni invitano in primis, tutti i consiglieri del PdL a dare l’esempio rassegnando immediate dimissioni altrimenti saranno considerati complici del sistema e la loro permanenza in consiglio comunale espressione, alla luce dei fatti, della sola volontà di restare ben ancorati allo “stipendificio”della politica.

7. Le 5 associazioni chiedono il cambiamento pur sapendo che “il giorno dopo” sarà difficilissimo e che tutti i cittadini saranno chiamati ad un impegno molto più gravoso rispetto al passato.
Ma se veramente lo si vuole vivere questo “giorno dopo” non si potrà lasciare il nostro futuro nelle mani di chi ha già rovinato il nostro passato e il nostro presente.
Deve essere chiaro a tutti che per il “cambiamento” questi signori e i tanti che hanno fatto squadra con loro, devono andare a casa.
Un incendio non si spegne con i piromani che hanno attizzato il fuoco.
Napoli brucia in una crisi spaventosa; cacciamo i piromani e solo allora potremo cominciare a spegnere le fiamme e a progettare una nuova città.
SERGIO FEDELE

da: http://www.napolipuntoacapo.it/npc/iniziative.asp?cat=&id=505

Riprendiamoci Napoliultima modifica: 2009-01-19T17:07:18+01:00da tonyan1
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